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Cercando la Pace ad ogni Passo
Sembra che il mondo si sia trasformato in un tagadà infernale da cui pare impossibile scendere. Eppure qualcuno ci riesce. Smette di cambiare i soldi in gettoni e decide di andare a “ballare” altrove. O semplicemente, si mette a sedere su un cuscino e torna a respirare.
Meditare significa osservare le cose in profondità per capire in che modo trasformarsi e trasformare la situazione. Trasformare la situazione è anche trasformare la mente. Trasformare la mente è anche trasformare la situazione, perché la situazione è la mente, e la mente è la situazione.
- Thich Nhat Hanh da La Pace è Ogni Passo (1993)
I problemi sono sempre quelli ma sto cercando di lavorare sulla mia attitudine mentale, come insegnava il buon Thich, monaco buddhista vietnamita e uno dei maestri spirituali più influenti del Novecento.
Alcuni giorni sono più difficili di altri (tipo quando la colonnina di mercurio raggiunge temperature insopportabili) ma è necessario che io stia, nelle cose e nelle esperienze emozioniali senza mettermi fretta, pena l’infiammazione del sistema nervoso.
Mi sono obbligata ad una dieta oculata dei “contenuti” di cui mi nutro, con cui interagisco e che condivido. Scelgo da chi e come informarmi, evito i commentari inutili che siano sul web o in tv: letteralmente vampiri che mi avvelenano l’anima, mi succhiano il tempo e le poche energie che la perimenopausa non mi ha ancora divorato.
Sto scoprendo nuovi maestri anzi maestre, le quali mi insegnano a farmi del bene.
Cammino lentamente e osservo, più da vicino: ho passato la primavera a raccogliere, annusare e fotografare fiori, ascoltare il concerto dei merli al tramonto, mangiare frutta e dolci vegani, stendermi su una panchina del parco, sotto i rami della Robinia pseudoacacia, e osservare i raggi del sole filtrare tra i rami.1
Senza essere pace, non si può fare niente per la pace. Se non sappiamo sorridere, non possiamo aiutare gli altri a sorridere. Se non siamo in pace, non possiamo dare nessun contributo al movimento per la pace.
- ancora Thich Nhat Hanh da La Pace è Ogni Passo
Non posso “salvare il mondo” ma allo stesso tempo non voglio contribuire ad esacerbare i conflitti, che siano on od offline. Non è sbattendo con il frullino un dato preoccupante e aggiungendo scenari sempre più cupi ed interventi al limite dell’ossessivo compulsivo che la panna cerebrale dell’elettorato monterà un risultato consapevole. Tutti sanno che se la esponi al calore torna liquida e se la frulli troppo impazzisce.
Voglio essere parte della soluzione e non del problema, perciò continuo a “lavorare” su di me. Nel senso che imparo ad accettarmi come essere umano, con tutti i miei limiti e a volermi bene proprio per questo. Anche se la società capitalista in cui viviamo ce la mette proprio tutta a farci sentire dei falliti.
Ad esempio, dico sempre più spesso “non lo so”. Il mio Ego vorrebbe giocare a fare il tuttologo ma la realtà è che non ho una risposta ad ogni “perché”. L’unica certezza, di cui anche Buddhismo parla, è la natura interdipendente della vita.
Ho scelto di non attivare le iscrizioni a pagamento su substack perché l’importo minimo era 5€ e mi sembrava troppo per questo primo anno di rodaggio. Ma da oggi se vuoi offrirmi un té freddo puoi farlo attraverso il seguente QR Code, linkato al Ko-Fi. Per onestà ti comunico che Stripe mi trattiene circa lo 0,30€ su 3€ (quindi io ricevo 2,70€).
Sto rieducando l’algoritmo del mio account Instagram e ultimamente oltre a gatti e cani buffi, paesaggi naturali, frasi motivazionali, spiritualità e arte, mi ha cominciato a proporre il fenomeno dei mail club o snail mail club.
Spiego per i “non addetti ai lavori”: grazie ad un abbonamento mensile ricevi al tuo indirizzo di casa una busta da lettere con all’interno illustrazioni originali, sticker, segnalibri, piccoli oggetti artigianali, racconti a puntate, semi di fiori, cartoline, ecc. da un/a creator o un brand minore. Quasi sempre c'è un tema mensile che da un senso al contenuto inserito e il prezzo varia, a seconda dei lavoretti o se la spedizione è internazionale. Ci sono mail club per tutti i gusti: c’è l’artista che disegna personaggi fantasy, altri che preferiscono la fotografia, altri ancora lo stile kawaii giapponese e via dicendo.
Non vi nascondo che scorrendo gli account dei creators mi sono venuti gli occhi a cuoricino e se siete anche voi appassionati di junk journaling, scrapbooking e bella cancelleria2 allora potete capirmi. E poi cosa c’è di meglio per evitare lo scrolling infinito sui social?
Tutta questa bellezza, bisogno di connessione umana e amore per la lentezza, mi hanno riportato indietro agli anni in cui avevo gli “amici di penna”. Per alcuni in particolare potrei dire “amici d’anima”, perché ci siamo trovati, capiti e aiutati in qualche modo a crescere. Così sono andata a ripescare la scatola in cui conservo tutte le lettere dei penfriends o Penpals italiani: già perché mi sono scritta anche con un paio di giapponesi (con Yuki-san ci siamo anche parlate su Facebook, Skype e WhatsApp), poi come potete immaginare la vita si è messa per traverso e ci siamo persi… di penna.
Quante cose possono trasparire da una busta da lettere, dal francobollo e il timbro postale, dal tipo di carta utilizzata, dalla calligrafia dello o della scrivente, il modo in cui inizia e chiude una lettera, se ci sono disegnini, errori di ortografia, macchie o stickers. Poi arriva il contenuto e lì è ancora un’altra storia.
Mi manca tutto di quell’esperienza: l’emozione dell’attesa, il momento in cui finalmente arriva la posta e non vedi l’ora di apre la busta, magari per ascoltare la risposta ad una domanda muta che nemmeno tu sapevi di esserti posta. E cosa dire della sensazione tattile, del carezzare qualcosa che è stato toccato, inciso con intenzione, sillaba dopo sillaba, con il peso del tempo che vi è stato dedicato, la cura del piegare, imbustare e affidare ad un genitore per l’invio! Oppure andare personalmente al tabacchino o alle poste per comprare i francobolli… tutti i passi, le stagioni, gli umori, le mani che quella busta ha vissuto, fino ad arrivare a noi.
Con l’avvento del Web l’alternativa della posta elettronica mi è sembrata meravigliosa ma oggi, con il senno di poi, ne capisco l’inganno. La struttura di una mail è la stessa di un documento formale, di un Curriculum, un libro. La comunicazione subisce un cambiamento determinante, passando dal “corpo a corpi” al corpo-macchina-corpo.
Pensi che il contenuto del messaggio resti lo stesso?
Lo credevo anche io ma in realtà il contenuto è solo il 20% del messaggio.
Una mail, un reel o un video su Tik Tok non è ciò che mostra - o tutto ciò che mostra - ma ciò che vorrebbe essere. Anzi, mi spingo oltre: è ciò che tu vuoi che sia.
To Be Continued
Sara De Deo
Gli psicologi Kaplan la chiamarono Attention Restoration Theory, i giapponesi invece usano il termine Komorebi, in sostanza i pattern naturali (come appunto la luce filtrata tra le foglie) restaurano l’attenzione e abbassano il cortisolo in modo misurabile. Altro dettaglio affascinante: i pattern luminosi creati dal fogliame hanno una dimensione frattale che il cervello umano sembra riconoscere come intrinsecamente calmante.
Washi tapes, taccuini pregiati, penne stilografiche, timbri, carta stampata di qualità, buste con texture, sigilli in ceralacca, ecc.
L’Anno Scorso di Questi Tempi Scrivevo…
Dalla Galassia alla Resistenza
La prima volta che ho visto Guerre Stellari in tv è stato intorno ai 9 o 10 anni: folgorazione immediata!
Nella Mia “History” di YouTube:
Butter Tea - New Tibetan Short Film (Losar 2026) di Tasur Studio
Carla Gianotti: Riparare ogni giorno il mondo su Mandala Centro Studi Tibetani
Early Morning Walk along Okuno-in Forest Path | Koyasan, Japan di Ambient Exploration







