Un articolo molto sentito e carico di emozione. Mi permetto solo di dire che sì, scrivere fa bene, condividere fa bene, ma forse, ogni tanto, potremmo anche ridimensionare l’importanza che diamo a questo gesto, che è vitale, sì, ma semplicemente perché è umano. Sentire questa spinta come unica e personale è comprensibile, ed è giusto così, ma sapere che non lo è davvero può essere sorprendentemente confortante. Bella condivisione.
Quello che intendo dire è che quando ci rendiamo conto che narrare non è qualcosa di esclusivo, di solo nostro, di elettivo, ma un qualcosa di condiviso da tutti è sorprendentemente confortante, perché ci aiuta ad affrontare sia i successi che i fallimenti con una prospettiva più equilibrata. Grazie a te, Sara!
In estrema sintesi, io scrivo perché questa è la maniera con la quale lotto con me stesso e con il mondo. Non è una cosa che mi fa stare bene o che mi dà conforto; è un po' come una scalata in montagna, dove il senso di appagamento arriva solo alla fine di una enorme fatica, e non sempre arriva.
Mi piace anche distinguere tra la scrittura e la musica. Il mio autentico svago, ciò che mi dà sollievo è suonare la chitarra, anche solo per conto mio in una stanza. La scrittura invece è una specie di battaglia.
Io scrivo per mettere nere su bianco le parole che mi hanno costruita, per sapere chi sono. Perché in questo momento della mia vita ho bisogno di buttare fuori tutto, sennò si intasa dentro di me e marcisce. E io odio l'alito pesante, anche il mio.
Un articolo molto sentito e carico di emozione. Mi permetto solo di dire che sì, scrivere fa bene, condividere fa bene, ma forse, ogni tanto, potremmo anche ridimensionare l’importanza che diamo a questo gesto, che è vitale, sì, ma semplicemente perché è umano. Sentire questa spinta come unica e personale è comprensibile, ed è giusto così, ma sapere che non lo è davvero può essere sorprendentemente confortante. Bella condivisione.
Grazie mille Vania.
Cosa intendi esattamente con "ma sapere che non lo è davvero può essere sorprendentemente confortante"? Scusami non avrò capito io :P
Quello che intendo dire è che quando ci rendiamo conto che narrare non è qualcosa di esclusivo, di solo nostro, di elettivo, ma un qualcosa di condiviso da tutti è sorprendentemente confortante, perché ci aiuta ad affrontare sia i successi che i fallimenti con una prospettiva più equilibrata. Grazie a te, Sara!
Bello si 😍 💜
In estrema sintesi, io scrivo perché questa è la maniera con la quale lotto con me stesso e con il mondo. Non è una cosa che mi fa stare bene o che mi dà conforto; è un po' come una scalata in montagna, dove il senso di appagamento arriva solo alla fine di una enorme fatica, e non sempre arriva.
Mi piace anche distinguere tra la scrittura e la musica. Il mio autentico svago, ciò che mi dà sollievo è suonare la chitarra, anche solo per conto mio in una stanza. La scrittura invece è una specie di battaglia.
Questa risposta mi intriga e mi ispira allo stesso tempo. Grazie mille per il tuo commento!
Io scrivo per mettere nere su bianco le parole che mi hanno costruita, per sapere chi sono. Perché in questo momento della mia vita ho bisogno di buttare fuori tutto, sennò si intasa dentro di me e marcisce. E io odio l'alito pesante, anche il mio.
Esatto, si intasa.