SII ONESTO
Ballando con una penna su un foglio
Quando ho cominciato a tenere un diario - tu chiamalo se vuoi taccuino o journal, è lo stesso - non avevo un’idea precisa di cosa scrivere, né un obiettivo particolare. Ero ancora una bambina ma avevo già qualche rospo sullo stomaco, solo che non sapevo di poterlo digerire attraverso la scrittura.
Ti sei mai soffermato a meditare su quella relazione che passa dai processi sinaptici e attraversa il corpo, ballando con una penna su un foglio, fino al riscontro delle tracce d’inchiostro?
Scrivere
Sì ma considera la bellezza di ciascun movimento nello spazio tempo, come se lo vedessi per la prima volta!
Sii onesto
Ovvio che non faccio riferimento all’onestà intellettuale, né alla rettitudine o alla correttezza professionale.
Dopo anni di pratica riesco a “trovarmi” anche nelle pagine di diario in cui ho provato a nascondermi, quando esercitavo solo l’idea di scriverne uno e di come avrebbe dovuto essere. Mi basta osservare la calligrafia della me undicenne per leggervi tutta la rabbia, la paura e la tristezza di quel periodo.
Il taccuino è il posto in cui essere sincero con te stesso
Così come sei. Nell’ombra e nella luce
Tenere un diario non è una performance. Non devi assecondare capricci, richieste o aspettative: nessuno darà un voto o ti giudicherà in base a ciò che scrivi.
E non cadere nell’errore di farlo tu stesso
La grandezza del carattere avrà importanza solo se tu vorrai dargliene: una sillaba potrà occupare un’intera pagina o un misero angolino. Farai qualche errore di grammatica? Pazienza! Se proprio ci tieni, riserva gli esercizi di stile ad un altro quaderno, perché l’onestà deve potersi sporcare con la materia, non la puoi imbrigliare; può arrivare anche ad urlare, su carta.
Ti consiglio di provare
Il foglio - suggerisco bianco o la versione puntinata alla bullet journal - è uno spazio aperto, una vacuità accogliente, un luogo in cui nascere o rinascere, il principio e la fine di tutto, il fascino dell’impermanenza.
Se trovi che la mia visione sia troppo romantica, sappi che l’onestà sa essere anche molto schietta e brutale.
Sono una donna, non sono una santa
Il racconto della mia vita è un sudario ma come faccio a restare sana se non siedo ogni tanto, occhi negli occhi con la Mostra che mi abita dentro, liberandola su carta?
Se sei onesto il diario diventa la carne che non uccidi, il pozzo delle fantasie oscure e la catarsi che le dissolve, tornando pura ad ogni nuova pagina. Se ti spaventa è un buon segno perché è il momento di prendersi per mano e andare in terapia. E’ giusto avere cura di sé e imparare ad amarsi incondizionatamente. Ognuno di noi lo merita.
Ho scelto di non attivare le iscrizioni a pagamento su substack perché l’importo minimo era 5€ e mi sembrava troppo per questo primo anno di rodaggio. Ma da oggi se vuoi offrirmi un té caldo puoi farlo attraverso il seguente QR Code, linkato al Ko-Fi. Per onestà ti comunico che Stripe mi trattiene circa lo 0,30€ su 3€ (quindi io ricevo 2,70€).
Me, myself and I
In passato ho avuto difficoltà a fare amicizia, specialmente nel periodo adolescenziale. Ho subito bullismo in diversi contesti, dalla scuola al cortile di casa, passando per il gruppo dei giovani francescani - ehggià
Quindi per evitare amicizie tossiche mi sono spesso ritrovata ad uscire da sola ma ho cercato di non farne un dramma. I miei punti di riferimento sono stati la fumetteria e il negozio di dischi, il bar e la sala giochi, il cinema e persino il discopub.
Quante volte ho ballato in mezzo a perfetti sconosciuti!
Sii onesto, scriviti una lettera, come se parlassi al tuo miglior amico e volessi incoraggiarlo, sostenerlo in un momento di sconforto. Non è per niente facile, credimi lo so, “per tutto il resto c’è mastercard”: vedi alla voce parrucchiera slash estetista, o la psicologa certo…
Dirò una banalità ma la pratica della scrittura intima aiuta davvero nell’elaborazione di un lutto, una separazione, un periodo di grande confusione. Non tutti abbiamo la possibilità di prendere e andare oltreoceano a “riscoprire noi stessi” o cambiare vita. Soprattutto di questi tempi. Ma se non sei sincero almeno con il bambino che sei stato, perdi una qualità di presenza mentale che spesso diventa un’ancora di salvezza.
Certo, non sono sempre “pronta” o “ispirata”. Ripeto, non è una composizione, lascia le manie di perfezione o il tuo editor interiore fuori dal taccuino. Oppure le vocine giudicanti che somigliano a quella di una vecchia insegnante o di tuo padre. Sul diario c’è posto solo per la tua, e puoi anche usarla per rendere innocue quelle impertinenti grazie all’ironia.
Tu per primo sei la persona più indicata ad accoglierti con empatia.
Sara De Deo
P.S. E adesso chiedimi tutto.
Nella Mia “History” di YouTube:
Will AI destroy the economy? di Garys Economics
Felici Pochi Ep.41: Il mio lato nascosto con Michele Bravi di Felici Pochi
And Death Shall Have No Dominion letto dallo stesso Dylan Thomas
L’Anno Scorso di Questi Tempi Scrivevo…
Pratica Collettiva d'Immaginazione Politica
(for English-speaking Readers, please scroll down. Thank you!)








Ci ho provato tantissime volte, ma tutto quello che sono riuscita ad ottenere è un diario di scrittura composto al 90% da me che mi lamento 😂