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Lo Svelamento di Spielberg, la Compassione Relazionale e come Restare Umani

Sono andata al cinema a vedere Disclosure l’ultima fatica di Stephen Spielberg ma erano anni che non tornavo nelle sale. Durante la settimana, quando il biglietto è ridotto, sono troppo stanca e faccio appena in tempo a leggere tre pagine di un libro che inizio a ronfare. In passato pur di vedere certe pellicole sono andata anche da sola, non mi sono mai fatta problemi. Oggi però è diventato tutto così caro che una cena al mese con le amiche è l’unica spesa extra che posso permettermi.
Il Giorno della Rivelazione
Sono sempre stata una “bambina di” Spielberg, soprattutto di quello alieno ed empatico: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977); E.T. (1982) - nella prima adolescenza ero convinta di essere un’aliena e che i miei genitori fossero solo “veicoli” per farmi vivere l’esperienza umana (non sai quante volte ho pregato il cielo che tornassero a prendermi). Poi Always - Per sempre (1989); i vari Indiana Jones; Schindler's List (1993) - ho pianto per quella bambina con il cappottino rosso -; A.I. Intelligenza Artificiale (2001) - mi ha fatto il cuore a pezzi - ma anche Prova a prendermi (2002) e The Terminal (2004), oltre alle trasposizioni Minority Report (2002) e Ready Player One (2018) di cui avevo letto i libri in precedenza. Perciò anche questa volta non sono uscita dal cinema scontenta.
Il mondo che viene rappresentato nel film è alle soglie di una Terza Guerra Mondiale ma proprio sul punto di “non ritorno” accade qualcosa che esorta tutti a fermarsi e ascoltare…
Capisco chi è rimasto “deluso”, forse ingannato da un titolo che strizzava l’occhio a pellicole decisamente più spettacolari. Allo stesso tempo non sono d’accordo con chi l’ha trovato noioso. Disclosure secondo me è una pellicola molto spirituale e per questo anche contraddittoria.
Se possibile l’umanità ne esce ancora più cinica, crudele e disconnessa dalle proprie emozioni che nella realtà. Sono praticamente un gruppo di extra-terrestri “venuti in pace” a ricordarci cos’è l’Intelligenza Emotiva e una delle protagoniste Margaret Fairchild - interpretata da Emily Blunt - riceve in dono un’Empatia Sovrumana che le permette d’individuare le ragioni della sofferenza di un’altra persona al primo sguardo.
Ora, una delle domande che mi sarebbe piaciuto fare a Spielberg è: ma siamo davvero messi così male che deve arrivare gente dall’altra parte della Galassia per risvegliare in noi un pò di umanità?
Nel film “la grande verità” sugli alieni non è solo la conferma della loro esistenza ma anche la scoperta di crimini perpetuati ai loro danni da parte servizi segreti americani.
I filmati che i protagonisti riescono a diffondere in mondo visione, a rischio della loro stessa vita, sono atroci e ma non sono peggiori delle brutalità commesse da Israele nei confronti del popolo palestinese.
La seconda domanda che avrei voluto fare al regista è: perché gli esseri umani dovrebbero provare più empatia per un alieno torturato che per un palestinese bruciato vivo?
Dopo le atrocità commesse il 7 Ottobre 2023, Spielberg ma soprattutto la sorella Nancy sono intervenuti a sostegno di Israele. Lei, conosciuta come produttrice di film sulla storia e cultura ebraica, ha persino realizzato un documentario A Letter to David che racconta la storia di uno degli ostaggi, successivamente rilasciati da Hamas.
Il mondo si è fermato davvero difronte ai video, alle immagini e ai coraggiosi racconti dei giornalisti palestinesi. Come i protagonisti di Disclosure Day molte persone hanno rischiato la loro stessa vita per fermare questo genocidio. Chissà cosa avrebbe carpito Margaret guardando negli occhi Netanyahu e Hamas?
Ho scelto di non attivare le iscrizioni a pagamento su substack perché l’importo minimo era 5€ e mi sembrava troppo per questo primo anno di rodaggio. Ma da oggi se vuoi offrirmi un té caldo puoi farlo attraverso il seguente QR Code, linkato al Ko-Fi. Per onestà ti comunico che Stripe mi trattiene circa lo 0,30€ su 3€ (quindi io ricevo 2,70€).
Una Pellicola Spirituale
Ho trovato affascinante il personaggio della ex suora cattolica Jane Blankenship - interpretata da Eve Hewson - e il suo timore che la rivelazione potesse mettere in discussione non solo le fondamenta della sua ma anche la fede di altre milioni di persone. Il film dissipa questa paura con uno sguardo universale e filosoficamente buddhista.
Ora, se mi leggi da un pò, starai sicuramente pensando: Ma questa ormai vede il Buddhismo ovunque! E invece tiè… non sono l’unica ad aver trovato questo filo rosso.
La mia lettura però si concentra sul tema della compassione relazionale, molto vicina all'engaged Buddhism di Thich Nhat Hanh: vedere il dolore dell’altro per cambiare il nostro comportamento reciproco, su scala planetaria.
In questi anni in cui certa politica, e purtroppo anche certo giornalismo, hanno contribuito ad esacerbare tensioni e frustrazioni indirizzandole verso un odio di tutto ciò che è diverso e altro da sé, molti hanno dimenticato “il vero nemico”: il Capitalismo.
Chi detiene il potere oggi, politico o mediatico che sia, non ha interesse a calmare gli animi e prendersi la sua parte di responsabilità; non fa comodo agli interessi economici infatti anche gli algoritmi dei social viaggiano sull’impatto emotivo. Ma se la loro comunicazione spinge la popolazione a forme di violenza o protesta, le disconoscono e reprimono con la forza, a meno che non siano funzionali ai loro messaggi.
E’ spaventoso quello che ci stanno facendo!
Non sono arrivata ai livelli della Venerabile Lucia Tenzin Bani, monaca Buddhista italiana capace di empatizzare con il dolore di Trump, ma ho compreso il concetto di interdipendenza, che certamente non può essere ridotto ad un semplice “tutto è connesso”. Cercherò di tornarci sopra in una prossima newsletter.
Dobbiamo assolutamente fermarci, trovare il tempo per ascoltare le nostre emozioni ma soprattutto fare comunità, occhi negli occhi e non mediati da uno schermo. Dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri, anche stando insieme in completo silenzio, perché non sappiamo più usare le parole per esprimerci senza ferirci reciprocamente. Quindi bisogna ricominciare da capo: imparare nuovamente a sentire la presenza fisica, l’energia, l’odore dell’altro e riscoprire che siamo tutti uno.
Ci rileggiamo il mese prossimo!
Sara De Deo
L’anno scorso di questi tempi scrivevo…
Perché Scrivi?
La domanda che attraversa la mia vita, da parte a parte; la taglia in fettine morbide, multistrato, e ogni spicchio ha un ripieno diverso, una volte dolce, un’altra amaro. Nessuno è quello definitivo. Eppure continuo a interrogarmi, è indispensabile.
Libri che ho letto ultimamente è che consiglio
Resistere ai Tempi Oscuri di Asma Mhalla
La Tua Solitudine è il Nostro Business di Serena Mazzini
Nella Mia “History” di YouTube:
Buddhist Strategies For Reducing Everyday Addictions | Sister Dang Nghiem da 10% Percent Happier
Khruangbin - Full Performance | Live on KEXP
Filipiñana – Official Trailer da Kino Lorber









Non vado al cinema da moltissimo tempo. Se si apprezza la qualità visiva, gli effetti sonori, la tecnica del cinema, allora è il posto migliore dove guardare un film.
L'ultima volta sono stato a vedere Akira, riproiettato in onore della data: 2019.